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Ugo Astone
Nome: Ugo

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Cognome: Astone
Professione:  
Tecniche:  
   
   

Curriculum

L'artista, già autore di numerose esposizioni, propone in questa occasione un ampliamento del tradizionale orizzonte mediterraneo, aprendosi verso una prospettiva che, a partire dalle nostre coste, si rivolge verso l'Africa e tutti i Sud del mondo. Le sue nature povere e selvagge ed i suoi volti umili e dignitosi, sono legati da "correnti" lontane da una Storia che da sempre oltraggia i Sud, costringendoli a rifugiarsi in una linea di variazioni fatta di colori sapori odori destinati a prosperare contro e nonostante la Storia. Astone, nato ad Eboli (SA) 47 anni fa, laureato con una tesi di logica matematica, vive a Roma, dove lavora nel settore dell'informatica."

"Una sotterranea corrente lega l'Africa e il Mediterraneo, nelle opere di Astone. Una corrente che avvince i volti nobili, a volte bellissimi, dei poveri, catturati sullo sfondo di cieli e capanni così geograficamente lontani, all'animo delle isole e dei pini del nostro Sud... una corrente che sa di agave, pianta amerindia o forse africana, il cui fiore imperioso e impertinente fa ormai parte del nostro paesaggio e sa delle periferie del nostro mondo ricco. Una corrente lontana da una Storia che da sempre oltraggia i Sud del mondo, e li costringe a rifugiarsi in una linea di variazioni fatta di colori sapori odori destinati a prosperare contro e nonostante la Storia. Ugo Astone ci ricorda che tutti siamo (o dovremmo essere) in grado di riconoscerli: basta non pretendere di sbarazzarsi di quel tanto di Sud che gli occhi delle donne i sorrisi dei bambini e le linee sanguigne delle nubi e del sole ci obbligano a tenerci dentro.

Giancarlo de Cataldo"

"I martiri oscuri di Astone sono creature meritevoli di altari. Altari, perché non avranno giustizia. Loro hanno compreso il dolore. Professano il silenzio. I sogni di queste creature appartengono al cielo e a chi, avendoli scordati nella fornace dell'essere, li bruciò per amore. Un corteo di gente pregno di solenni distacchi. Levano gli occhi al cielo, grati di esistere anche in queste condizioni. Condizioni che impegnano a onorare il mistero dell'esistenza. I dolci paesaggi di Astone sono giardini che essi non vedranno mai.

Tommaso Guarino"